Per stabilire la cura, il rimedio e la procedura per far guarire un ulcera cutanea bisogna innanzitutto procedere con l’identificazione delle sue caratteristiche principali; quest’ultime possono essere riassunte in due grandi gruppi contrassegnati dalle lettere I (inquadramento) e T (terapie): nel gruppo identificato con la lettera I saranno contenute informazioni sulle cause, la patogenesi, gli esami diagnostici eseguiti, la stadiazione e la gradazione della patologia. La lettera T, invece fornirà notizie sul trattamento locale consigliato, su terapie complementari utili e sulla prognosi.

 


ULCERE CUTANEE DEGLI ARTI INFERIORI DI SOSPETTA ORIGINE VENOSA

ULCERE CUTANEE DEGLI ARTI INFERIORI DI SOSPETTA ORIGINE VENOSA

Settore I. Per capire la causa principale della ferita, bisognerà fare affidamento sulla visita dello specialista che saprà:

  1. Riconoscere i segni e i sintomi tipici (localizzazione, presenza di varici, senso di pesantezza, colorazione della cute, preferenza posizione sdraiata, etc)
  2. Prescrivere gli esami diagnostici appropriati (ecocolordoppler,etc)
  3. Capire la gravità attraverso la raccolta della storia clinica (eventuale recidiva, predisposizione genetica,etc), l’ispezione dimensionale della lesione e l’eventuale ricerca locale di microrganismi.

Settore T. Per districarsi nella giungla delle terapie locali tradizionali e hi-tech, sarà necessario rivolgersi a sanitari con la corretta expertise in materia di “ripulitura” della lesione, di medicazioni locali e presidi tecnologici e di bendaggio elastocompressivo personalizzato, aggiornati sul panorama chirurgico e sulla possibilità di ricorrere a terapie complementari di sostegno per favorire il processo di guarigione quali la Pressoterapia, la Bioneurostimolazione (FREMS), etc. Un appropriato inquadramento diagnostico e terapeutico inciderà molto positivamente sulla prognosi che solitamente è favorevole.

 


ULCERE CUTANEE DEGLI ARTI INFERIORI DI SOSPETTA ORIGINE ARTERIOSA

ULCERE CUTANEE DEGLI ARTI INFERIORI DI SOSPETTA ORIGINE ARTERIOSA

Settore I. Per capire la causa principale della ferita, bisognerà basarsi sulla visita dello specialista che saprà:

  1. Riconoscere i segni e i sintomi tipici (localizzazione, termotatto, colore e aspetto della cute e degli annessi cutanei, dolore locale, etc)
  2. Prescrivere gli esami diagnostici appropriati (ecocolordoppler, arteriografia, ossimetria trans-cutanea, etc).
  3. Valutare la gravità attraverso la raccolta della storia clinica (pregressi episodi di ischemia distrettuale tipo infarto miocardico, T.I.A., dolore alla deambulazione, etc), l’ispezione dimensionale della lesione e l’eventuale ricerca locale di microrganismi.

Settore T.

Per non perdere la strada maestra tra i consigli dei conoscenti e dei “ho sentito dire..” sarà necessario rivolgersi a personale esperto in Wound Care con conoscenze consolidate di detersione soft della lesione, di medicazioni locali antibatteriche, aggiornati sul panorama chirurgico invasivo e conservativo e sulla possibilità di ricorrere a terapie complementari per aumentare la bio-disponibilità periferica di ossigeno quali l’Ossigenoterapia iperbarica, le terapie con prostaglandine, l’Ozonoterapia etc. Un tempestivo inquadramento diagnostico e terapeutico inciderà favorevolmente sulla prognosi che potrebbe comunque restare critica.

 


ULCERE CUTANEE DEGLI ARTI INFERIORI DI SOSPETTA ORIGINE ARTERO-VENOSA

ULCERE CUTANEE DEGLI ARTI INFERIORI DI SOSPETTA ORIGINE ARTERO-VENOSA

Settore I. L’incidenza di queste lesioni è in sensibile aumento e le insidie sulla reale comprensione delle cause della ferita sono numerose, bisognerà quindi consultare chi si occupa di Vulnologia da molti anni che dovrà:

  • Riconoscere il mix di segni e sintomi (localizzazione, termotatto, colore e aspetto della cute e degli annessi cutanei, dolore locale, etc).
  • Prescrivere gli esami diagnostici appropriati (ecocolordoppler, arteriografia, ossimetria trans-cutanea, etc).
  • Valutare la gravità e lo stadiazione attraverso la raccolta della storia clinica (arteriopatia obliterante, infarto miocardico, T.I.A., pregressi episodi di tromboflebite/flebo trombosi, dolore alla deambulazione, etc), l’ispezione dimensionale della lesione e l’eventuale ricerca locale di microrganismi.

Settore T. Per non incappare in terapie idonee per un apparato e improprie per l’altro, sarà necessario rivolgersi a personale esperto in Wound Care con profonda conoscenza di detersione leggera della lesione, di medicazioni locali antibatteriche, aggiornati sul panorama chirurgico invasivo e conservativo e sulla possibilità di ricorrere a terapie complementari per aumentare la bio-disponibilità periferica di ossigeno quali la Bioneurostimolazione (FREMS), l’Ossigenoterapia iperbarica, le terapie con prostaglandine, l’Ozonoterapia, il Bendaggio elastocompressivo personalizzato, etc. Un inquadramento ragionato delle cause può fare chiarezza sulla diversa penetrazione dei caratteri delle singole cause.

 


ULCERE CUTANEE DEGLI ARTI INFERIORI DI SOSPETTA ORIGINE INFIAMMATORIA O IMMUNOMEDIATA

ULCERE CUTANEE DEGLI ARTI INFERIORI DI SOSPETTA ORIGINE INFIAMMATORIA O IMMUNOMEDIATA

Settore I. Il riscontro di queste lesioni è in aumento, vengono anche definite ulcere vasculitiche per evidenziarne il carattere infiammatorio e la pertinenza vascolare; il Vulnologo dovrà:

  • Individuare i segni e i sintomi (colore e aspetto della cute, facies, dolore locale, etc) sia a livello locale che sistemico.
  • Prescrivere le indagini diagnostiche appropriate (ricerca ematica per autoanticorpi, ecocolordoppler, biopsia della lesione per esame istologico, etc).
  • Valutare la gravità attraverso la raccolta della storia clinica (familiarità per la lesione, malattie autoimmuni concomitanti, precedenti terapie sistemiche, etc), l’ispezione dimensionale della lesione e l’eventuale ricerca locale di microrganismi.

Settore T. Per tarare la terapia locale con quella sistemica, sarà necessario rivolgersi a personale esperto in trattamento di ulcere cutanee microcircolopatiche e capace di scegliere una pulizia idonea della lesione, le medicazioni locali interattive e poco aggressive, aggiornato sulla possibilità di ricorrere a terapie complementari per combattere il dolore locale quali la Bioneurostimolazione (FREMS), la CRM terapia, etc. Un corretto inquadramento diagnostico e terapeutico inciderà favorevolmente sulla prognosi che potrebbe comunque restare critica.

 


ULCERE CUTANEE DA DECUBITO – LESIONI CUTANEE DA PRESSIONE (LDP)

ULCERE CUTANEE DA DECUBITO – LESIONI CUTANEE DA PRESSIONE (LDP)

Settore I. Per capire la cause sistemiche e locali della lesione, bisognerà fare affidamento sulla visita dello specialista, tenendo presente le scale di rischio di sviluppo delle LDP ( Norton, Braden Q, etc), dovrà innanzitutto:

  • Valutare le posizioni obbligate del corpo e correggerle.
  • Pianificare un programma di scarico ponderale (attuabile dai sanitari e dai caregivers) dalle superficie su cui il corpo appoggia (letto, carrozzella, poltrona, etc).
  • Identificare eventuali carenze nutrizionali e integrarle.
  • Effettuare un attento esame di cute e mucose visibili alla ricerca di altre lesioni potenziali.
  • Raccogliere una dettagliata anamnesi patologica remota e prossima; inoltre il vulnologo saprà: – Definire lo stadio e il grado di gravità della lesione in base a età del paziente, localizzazione, numero delle ulcere, presenza di presidi prementi sulla cute, decubito obbligato, presenza di mezzi di contenzione ossea, patologie associate, etc. – Prescrivere gli esami diagnostici appropriati per approfondimento della stadiazione (RMN, TC, PET, Scintigrafia con leucociti marcati,etc) e le superfici idonee per contrastare l’evolversi della lesione. – Capire la gravità attraverso una valutazione multidimensionale della patologia, l’esame obiettivo della lesione, la protezione del budget cutaneo integro e l’eventuale ricerca locale di microrganismi.

Settore T. Per evitare complicazioni locali e sistemiche sarà necessario affrontare le lesione da pressione con una corretta expertise in fatto di detersione tecnologica della lesione, di medicazioni locali e presidi complementari hi-tech quali la Pressione Negativa locale, la Ossigenoterapia Iperbarica, etc. La conoscenza dei risultati a distanza ottenibili con i trattamenti conservativi per ciascuno stadio di gravità, costituirà la base per decidere una terapia combinata sia medica che chirurgica (lembi locali, lembi liberi, etc). Una appropriata stadiazione, ricorrendo alle scale di gravità disponibili, insieme ad un corretto inquadramento terapeutico inciderà favorevolmente sulla prognosi.

 


FERITE ACUTE COMPLESSE DELLE ESTREMITA’

FERITE ACUTE COMPLESSE DELLE ESTREMITA’

Settore I. Per determinare la effettiva profondità della lesione e il livello di coinvolgimento delle strutture anatomiche sottostanti, la visita dello specialista vulnologo sarà indirizzata a:

  • Valutare la tipologia (meccanica, termica, mista) e l’intensità (tipo di trauma – incidente stradale, esplosione, arma da fuoco o da taglio, etc) della energia applicata.
  • Riconoscere eventuali segni e sintomi tipici del trauma (necrosi tessutale, aree ustionate, etc).
  • Prescrivere gli esami diagnostici appropriati (ECO tessuti molli, RMN, TC, ecocolordoppler, etc).
  • Capire la gravità attraverso la raccolta della storia degli eventi (dinamica dell’incidente, stato di coscienza del pz, etc), l’ispezione dimensionale della lesione e l’eventuale ricerca locale di microrganismi.

Settore T. Al fine di poter ottenere un più rapido e migliore recupero funzionale ed estetico della lesione, sarà necessario rivolgersi a sanitari con la corretta expertise in materia di medicazioni locali e presidi operativi tecnologicamente avanzati, aggiornati sul panorama chirurgico e sulla possibilità di ricorrere a terapie complementari per favorire il processo di guarigione quali il gel piastrinico, la Pressione Negativa locale, l’Ossigenoterapia iperbarica, la Bioneurostimolazione (FREMS), etc. Un appropriato inquadramento diagnostico e terapeutico inciderà molto favorevolmente sulla prognosi.

Dove Ricevo

c/o MedBen

Via Campania 37/A 00187 Roma
Tel. (06) 899.286 r.a. Fax: (06) 899.28.370

c/o Istituto Estetico Italiano

Via Crescenzio, 19 00193 Roma
Tel. (06) 68809359  Fax: (06) 68211521

Contattami

Il sito ha rapidamente raggiunto un consistente numero di visite quotidiane. Per ringraziarVi, darVi uno strumento di salute e benessere e risolvere le Vostre ferite di difficile guarigione Vi offro

UN CONSULTO COMPLETAMENTE GRATUITO

Per prenotare riempite l’apposito form o chiamate il numero 06.899286